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Quali sono le differenze tra i sensori presenti sul mercato?
Le differenze che contraddistinguono i diversi sensori sono
nel modo di acquisire i dati di variazione del sensore e le
loro caratteristiche costruttive; di seguito riportiamo le
caratteristiche di quelli più conosciuti divisi per
categoria “Sensori freddi” e “Sensori caldi”.(top)
2 Sensori freddi
CP (Conducting Organic Polymers) sono formati
da un substrato di silicio, una coppia di elettrodi placcati
d’oro e un polimero organico conduttore (come polipirrolo,
polianilina o politiofene) o drogati con carbone per ottenere un
segnale analitico. Quando viene imposto un potenziale
all’elettrodo una corrente passa attraverso il polimero
conduttore. Il passaggio di un composto volatile altera la
superficie e modifica il flusso di corrente e quindi la resistenza
del sensore. Questi sensori di tipo “freddo” sono
molto influenzati dalla umidità campione e perciò inutilizzabili
in campioni liquidi (polari) e in aria.(top)
BAW Bulk Acoustic Wave (Cristalli
piezoelettrici). Sensori piezoelettrici, basati sul cambiamento
di massa che può essere misurato dal cambiamento della
frequenza di risonanza. Quando viene applicato un potenziale
elettrico alternato, il cristallo vibra con una frequenza definita
dalle sue proprietà meccaniche. Quando lo strato che
lo ricopre viene esposto ad un vapore, questi assorbe certe
molecole che aumentano la massa e quindi diminuiscono la frequenza
di risonanza del cristallo. Questo cambiamento può essere
monitorato e rappresenta il segnale del sensore. Questi sensori
necessitano di una elevata concentrazione di composti volatili
per fornire risposte comparabili ad altri tipi di sensori,
sono molto sensibili alle variazioni di temperatura e di umidità,
particolarmente delicati nell’uso.(top)
3 Sensori caldi
I sensori
che hanno dimostrato di essere particolarmente adatti per
misure in campo ambientale (aria) e su campioni contenenti
acqua e dove non è possibile o dove, l’eliminazione
del grado di umidità del campione potrebbe modificare
le sue caratteristiche sensoriali, sono i sensori “caldi” chiamati
MOS e MOSFET
MOSFET Metal Oxide
FET. (transistor
a effetto di campo ad ossido di metallo)(top)
Questi
sensori si basano sul cambiamento del potenziale elettrostatico.
Sono costituiti da tre strati: silicio semiconduttore, un isolante
a ossido di silicio ed un metallo catalitico (platino, palladio,
etc.). Essi operano come un transistor a cui viene applicato
un potenziale che influisce sulla conduttività del transistor
stesso. Quando una molecola polare interagisce con il metallo,
il campo elettrico viene modificato e quindi anche la corrente
che fluisce attraverso il sensore. Viene registrato il cambiamento
di voltaggio necessario per riportare la corrente al valore
iniziale. Trovano molte applicazioni nei settore alimentare
e nel packaging. Ottimi per le applicazioni in laboratorio,
non utilizzati su strumentazione portatile perché considerati
molto delicati.(top)
MOS Metal Oxide Semiconductor (Semiconduttori
ad ossidi di metallo).(top)
I sensori a semiconduttore
si basano su cambi di conducibilità indotti
da reazioni superficiali dovute all’adsorbimento del
gas da analizzare. Il meccanismo della reazione si basa su
uno scambio di ossigeno tra le molecole volatili ed il film
metallico, questo provoca un cambio di resistenza che viene
registrato e paragonato alla quantità di composti adsorbiti.
Inoltre la possibilità di poterli riscaldare a diverse
temperatura permette di sfruttare le diverse caratteristiche
del layer (metallo) alle diverse temperature per ottenere segnali
analitici “dedicati” (range di lavoro 150-500°C).
Sarà infatti la diversa preparazione del sensore a caratterizzare
la sua applicazione pratica, unica e vera caratteristica peculiare
di ogni costruttore di analizzatori sensoriali. Per le loro
dimensioni e per la loro robustezza, sono ideali per la realizzazione
di strumentazione portatile.(top)
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Quale è la
temperatura di lavoro dei sensori ?
Negli analizzatori sensoriali Airsense, i sensori sono
termoregolati singolarmente a diverse temperature; il range
di programmazione standard è 150-500°C.(top)
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E’ possibile
eseguire una misura continua come per esempio seguire una
cinetica di variazione delle caratteristiche emissive di
un campione nel tempo?
Si. Una delle caratteristiche peculiari dei modelli Airsense è la
possibilità di programmare lo strumento per campionare,
a intervalli di tempo definiti dall’operatore, le variazioni
lette ai sensori. Questo permette di avere a fine ciclo di
misura un grafico continuo. Questa caratteristica, applicata
nei controlli ambientali, permette per esempio di monitorare
e rilevare dispersioni derivanti da un impianto e di calcolarne
il tempo di permanenza sul territorio. Inoltre è possibile
il riconoscimento automatico della classe dei campioni per
difinire on-line la provenienza della dispersione (odore)(top)
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E’ possibile
posizionare l’analizzatore
sensoriale in esterno?
Sì. Nella linea Airsense troviamo i modelli i-PEN
che sono specificatamente realizzati per il loro uso in esterno
(waterproof) e per il loro inserimento su linee di processo
industriali. Anche il modello PEN2 è utilizzato in maniera
analoga se inserito in un box adatto e realizzato su indicazioni
del cliente utilizzatore.(top)
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Quali sono le tecniche di analisi multivariata a corredo
di PEN Airsense?
La strumentazione
Airsense fornisce a corredo l’elaborazione
PCA (Principal Component Analysis), LDA (linear Discriminant
Analysis), DFA (Differential Discriminant Analysis), PLS (Partial
Least Square Analysis) e i calcoli di distanza Euclidica, secondo
Mahalanobis e di Correlazione.(top)
8 Quante
misure devono essere eseguite su un campione per costruire
un pattern di riconoscimento affidabile?
Il
numero delle misure per campione dipendono dal tipo di algoritmo
scelto per il riconoscimento: utilizzando il metodo più semplice di classificazione (metodo Euclidico) sono
necessarie un minimo di 20 misure per campione (o campioni
facenti parte della stessa classe), nel caso della DFA sono
necessarie almeno 60 misure per classe di campioni, l’utilizzo
invece delle Reti Neurali necessitano un minimo di 100 determinazioni.
In sostanza: la capacità di riconoscimento è in
funzione della “conoscenza” del sistema analitico
delle caratteristiche dei nostri campioni: maggiore il numero
di misure eseguite maggiore sarà la capacità di
riconoscimento.(top)
9 E’ possibile
esportare i dati di misura su altro sistema operativo ?
Si, i dati sono facilmente esportabili in formato
Excel ed ASCII e utilizzabili per ulteriori elaborazioni (correlazione
con dati analitici, meteorologici, classificatori, etc.)(top)
10 Come
viene eseguita la misura di un campione solido o liquido
?
Il campione è posto in una vials espressamente indicata
per permettere l’aspirazione del suo spazio di testa.
Per misure singole non esistono vincoli di volume del contenitore
scelto (sono state eseguite misure direttamente su una camera
climatica come una stufa o termostato); per misure sequenziali
con autocampionatore HSS32 vengono utilizzate vials da
10 o 27 ml.(top)
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Come viene eseguita la misura su un campione di aria ?
Dopo aver campionato l’aria da analizzare
in sacchetti opportunamente dedicati al prelievo di aria (si
consigliano sacchetti in Nalophan ) il campione viene aspirato
direttamente dallo strumento e misurato (misura diretta).(top)
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E’ possibile
correlare le misure ottenute dall’analizzatore
sensoriale con dati numerici per esempio derivanti da analisi
chimiche tradizionali o olfattometrici (Unità olfattometriche/m3)?
Questa è una delle condizioni fondamentali che un
analizzatore sensoriale deve possedere perché possa
essere di valido aiuto agli operatori.
In campo ambientale e in particolare per
gli impianti di compostaggio a cui è richiesta la determinazione
delle UO/m3 in emissione dai biofiltri, la possibilità di
esprimere il dato finale ottenuto da PEN Airsense in OU/m3
, permette di controllare 24 ore su 24 il biofiltro ed inviare
allarme in caso di perdita di efficienza dello stesso. Quest’ultima
caratteristica peculiare dei sistemi Airsense.
In campo alimentare è in uso la correlazione tra i
cosiddetti “descrittori” (amaro, dolce, salato,
etc.) con le risposte dell’analizzatore sensoriale. Questo
permette di eseguire un controllo molto veloce delle caratteristiche
del prodotto misurato ed esprimere il dato finale non solo
per la sua classe di appartenenza (è conforme o non
conforme) ma anche come descrittore (20 di amaro, 50 dolce,
etc.).(top)
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